2025, di nuovo Saqqara!

Anche l’inizio del 2025, come accaduto lo scorso anno, è salutato dall’annuncio di una scoperta nel significativo sito di Saqqara. Il 4 gennaio, infatti, il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato il ritrovamento, da parte della missione archeologica egiziano-giapponese che lavora nella zona, di tombe, mastabe e reperti risalenti alla II, III e XVIII dinastia.

Il sito sul versante orientale dell’area di Saqqara.
Fonte: english.ahram.org.eg

Negli ultimi anni Saqqara, sito della splendida piramide a gradoni, è diventata la sede di numerosi ritrovamenti.

L’anno scorso, proprio i primi giorni del mese di gennaio, è stata annunciata la scoperta di una tomba della II dinastia riutilizzata anche in epoche successive.

Ieri, 4 gennaio 2025, in una specie di deja-vù, il Ministero del Turismo e delle Antichità ha rivelato che la missione egiziano-giapponese ha portato alla luce tombe e mastabe risalenti alla II, III e XVIII dinastia.

In particolare gli scavi, condotti sul versante orientale dell’area di Saqqara dalla missione congiunta tra il Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto e l’Università di Kanazawa in Giappone, hanno portato alla luce quattro tombe risalenti alla fine della II Dinastia e all’inizio della III Dinastia (Antico Regno) e più di dieci sepolture della XVIII Dinastia (Nuovo Regno).

Questa scoperta suggerisce ancora una volta come Saqqara non sia stata solo un importante luogo di sepoltura durante l’Antico Regno, ma divenne significativo anche nel Nuovo Regno quando Menfi, dopo la cacciata degli Hyksos, ritornò ad essere la capitale dell’Egitto unito.

Non solo.

Mohamed Ismail Khaled, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha sottolineato l’importanza di questi ritrovamenti, osservando che proprio grazie a questi si è potuto capire come la necropoli di Saqqara si estende più a nord di quanto si credesse in precedenza.

Le tombe della II e III dinastia e i reperti rinvenuti

Il capo del Settore delle Antichità Egizie Mohamed Abdel-Badie ha fornito descrizioni dettagliate delle tombe.

Delle quattro sepolture dell’Antico Regno, due erano delle mastabe in mattoni di fango, mentre le altre erano delle tombe scavate nella roccia.

Uno dei pozzi.
Fonte: english.ahram.org.eg

Di queste ultime, una si trova vicino al bordo settentrionale dell’altopiano di Saqqara e ha un edificio superiore, un pozzo sigillato con una pietra calcarea e un passaggio che conduce a una camera sepolcrale.

I reperti scoperti nell’area circostante includono un piatto in alabastro e un solido vaso cilindrico che dovrebbe risalire alla fine della II dinastia e l’inizio della III.

E’ stata anche portata alla luce un’altra porta in pietra calcarea. Durante le prossime stagioni, la missione archeologica lavorerà per entrare e mostrare cosa si trova al suo interno.

Il dr. Nozomu Kawai, capo della missione lato giapponese, ha dichiarato che la squadra ha anche restaurato e pulito le catacombe greco-romane, scoperte durante le stagioni precedenti.

I lavori di scavo hanno portato alla luce resti mummificati e una collezione di manufatti, tra cui modelli in terracotta di santuari funerari, frammenti di statuette di Iside e Afrodite, pezzi di bare di legno e frammenti di ceramica.

Questi risultati riflettono la ricca storia di Saqqara e sottolineano la sua importanza come luogo di sepoltura attraverso più epoche storiche”, ha detto.

La missione prevede di continuare il suo lavoro nella prossima stagione, sperando di scoprire ancora più tesori nascosti a Saqqara.

Questi scavi non hanno il solo scopo di ampliare la conoscenza dell’antico passato dell’Egitto, ma contribuire anche alla conservazione e alla promozione del suo patrimonio culturale per le generazioni future.

Fonte

Le altre scoperte nel sito archeologico di Saqqara

Elena Cappannella

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