Thot dio della saggezza, della magia e della scrittura

È la divinità più a lungo venerata della storia egizia, dall’epoca predinastica fino al periodo tolemaico. Secondo uno dei miti, da lui ha avuto origine la creazione del mondo e, soprattutto, ha donato agli uomini la scrittura. È Thot (ḏḥwty in egizio), il dio della magia e della saggezza venerato principalmente a Khemenu (ḫmnw), chiamata Ermopoli dai greci.

Il dio Thot e le invenzioni

Uno dei principali dèi del pantheon egizio era Thot, il cui nome egizio era Djehuty (in egizio, ḏḥwty).

Era il dio della luna, della saggezza e delle invenzioni.

Secondo il mito, infatti, inventò tutte le arti e le scienze: dall’aritmetica alla medicina, all’astronomia, la musica fino a, soprattutto, la scrittura, che sarà poi donata agli uomini grazie alla sua controparte femminile, la dea Seshat (Sš3t, in egizio).

Ecco perché il dio Thot è considerato il patrono degli scribi e perché solo questi ultimi, come seguaci della divinità potevano accedere alla Casa della Vita, sede della conoscenza scritta del mondo.

Le rappresentazioni di Thot

Come dio della luna, Thot veniva rappresentato come un ibis il cui lungo becco ricurvo ricordava proprio la luna nuova. Le piume bianche e nere dell’animale, invece, simboleggiavano il crescere e calare della luna.

Scultura in quarzite di un babbuino P. hamadryas seduto (1400 a.C. circa), raffigurante il dio Thoth. British Museum. (Photo: CC by SA 3.0 / Steven G. Johnson). Fonte: ancient-origins.net

Meno frequentemente la divinità era raffigurato come un babbuino che, come creatura notturna e intelligente, segnalava all’alba, con i suoi richiami, il sorgere del sole.

Il dio Thot e la mitologia

Sebbene, secondo i miti, la sua nascita sia avvolta nel mistero, Thot è una figura potente e centrale in molte leggende egizie.

Secondo il mito della creazione di Ermopoli, il demiurgo è proprio Thot che nacque autonomamente dal nun, deponendovi poi un uovo custodito da un gruppo di otto dei (l’Ogdoade), presenti nel nun stesso.

La cosmogonia di Ermopoli.
Fonte: www.civiltaeterne.it

Quando l’uovo si schiuse ne uscì il sole che salì al cielo portando la luce nel mondo.

Questa divinità ebbe un ruolo fondamentale anche nel mito di Seth, Osiride e Horus.

Fu Thot, infatti, che non solo aiutò Iside nel tentativo di risuscitare Osiride, ma la nascose, insieme ad Horus da Seth e partecipò alla battaglia tra quest’ultimo e il figlio di Osiride, curando il suo occhio ferito.

Il dio della luna appare regolarmente al fianco di Osiride e Anubi nella Sala della Verità, durante la psicostasia, come lo scriba che ha tenuto i conti della vita dell’anima del defunto e che registra l’esito della pesatura del cuore contro la piuma della verità (Ma’at).

Come sappiano, se il cuore pesava tanto quanto la Ma’at, allora il defunto poteva entrare nell’aldilà, mentre i malvagi erano condannati a una vita di dannazione eterna.

Il culto di Thot nel tempo

Thot era una delle divinità egizie più importanti e il suo culto durò per moltissimo tempo, dal periodo predinastico fino a quello tolemaico.

Il suo nome è ricordato anche nei faraoni della dinastia ThutmosideThutmose significa infatti “nato da Thot”.

Il principale centro di culto di Thot era Ermopoli, chiamata dagli Egizi Khemenu (ḫmnw). Qui furono trovate grandi statue del dio, rappresentato spesso come un babbuino, fatte costruire da Amenhotep III.

Thot era associato soprattutto a ibis e babbuini. Questi animali venivano mummificati e venduti ai pellegrini come offerte votive. Nella necropoli di Tuna el-Gebel sono state trovate migliaia di queste mummie.

Quando i Greci conquistarono l’Egitto, identificarono Thot con Hermes, il loro dio messaggero, creando una figura legata alla conoscenza e alla sua diffusione. Questa associazione continuò anche in epoca romana.

Thot nei tempi moderni

Vi stupirebbe sapere che, ancora oggi, Thot è riconosciuta come un’importante entità spirituale?

A parte coloro che appartengono alle comunità New Age, Wiccan o Neo-Pagane che venerano il dio, è una delle divinità egizie più conosciute nella cultura popolare.

Lo ritroviamo infatti, nel romanzo/serie televisiva fantasy mitologico American Gods di Neil Gaiman sotto il nome di signor Ibis, ma anche nella saga letteraria The Kane Chronicles.

Qui, ha infatti un ruolo di rilievo nel primo romanzo, La piramide rossa, mentre nel secondo, Il trono di fuoco compare brevemente, per poi tornare a essere un personaggio rilevante nel terzo, L’ombra del serpente.

Addirittura, il rapper Ghostemane gli dedica una canzone chiamata “Cult of Thot” nell’album Plagues del 2016.

Fonte

Divinità d’Egitto

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Elena Cappannella

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