Le nuove scoperte a Tell Abu Seify riportano alla luce strutture, statue e iscrizioni che ridisegnano la geografia sacra e militare del Delta orientale. L’architrave di Ramses II, con il riferimento diretto a Horus e alla città di Masn, offre una prova decisiva per identificare il sito con la misteriosa località citata nei testi del Nuovo Regno. Le analisi architettoniche mostrano un complesso sacro articolato, poi trasformato in castrum romano e infine in cava durante il Periodo Tardo. Le indagini proseguono, mentre il sito si conferma una stazione chiave lungo la Strada Militare di Horus.

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
Introduzione
Una nuova stagione di scavi a Tell Abu Seify, nell’area di Qantara Est, sta offrendo elementi decisivi per comprendere uno dei nodi strategici più importanti dell’antico Egitto: la Strada Militare di Horus, la grande arteria difensiva che collegava il Delta orientale con il Sinai e le regioni asiatiche.
Le ricerche, condotte dalla missione egiziana del Supreme Council of Antiquities, hanno portato alla luce strutture, statue e iscrizioni che rafforzano l’ipotesi secondo cui il sito corrisponderebbe all’antica città di Masn, menzionata nei testi del Nuovo Regno ma mai identificata con certezza.

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
Tra i ritrovamenti più significativi spicca un imponente architrave in arenaria, spezzato in due parti e inciso su tre lati con i titoli di Ramses II. L’iscrizione menziona anche lavori di restauro effettuati su una statua di Horus, Signore della città di Masn, un dettaglio che aggiunge un tassello fondamentale al puzzle storico del sito.
Per gli archeologi, questo elemento rappresenta una prova concreta della connessione tra Tell Abu Seify e la misteriosa città citata nei documenti del Nuovo Regno.
Rilettura delle strutture: il grande recinto templare
Le nuove indagini hanno permesso anche di reinterpretare alcune strutture già note dalle precedenti campagne. Il team ha riesaminato un vasto muro perimetrale in mattoni crudi, dotato di porte, ambienti interni e più fasi costruttive.
In passato, questa struttura era stata identificata come parte del tempio principale; oggi, grazie ai nuovi dati, gli archeologi ritengono che si tratti invece del recinto esterno dell’area sacra, un elemento che cambia radicalmente la comprensione dell’assetto urbanistico del sito.

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
All’interno del complesso sono stati individuati ambienti di servizio, magazzini e una sequenza di livelli architettonici che testimoniano una lunga evoluzione funzionale. Due strade pavimentate in pietra conducono verso il tempio: la più antica risale all’epoca tolemaica, mentre una seconda, più stretta, fu costruita in epoca romana sopra la precedente.
Il santuario, purtroppo, venne distrutto durante il Tardo Periodo Romano, quando l’area fu trasformata in una cava per la produzione di calce.
Statue, frammenti e oggetti: la vita militare e amministrativa del sito
La missione ha recuperato anche una serie di statue e frammenti che raccontano la vocazione militare e amministrativa del sito. Tra questi, una statua in scisto della XXVI dinastia raffigurante uno scriba dell’esercito con un naos spezzato, un torso reale in basalto, una statua senza testa né piedi del Tardo Periodo e vari frammenti di falchi in basalto e calcare.

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
Sono oggetti che testimoniano la presenza di funzioni religiose, ma anche di attività burocratiche e militari, coerenti con il ruolo strategico della Strada di Horus.
Secondo Mohamed Abdel Badie, responsabile del settore delle Antichità Egiziane, il sito attraversò diverse fasi: raggiunse il suo apice architettonico in epoca tolemaica, fu riutilizzato come castrum militare nel III secolo d.C., e infine convertito in cava durante il Tardo Periodo Romano.

Le due grandi fornaci circolari rinvenute agli angoli del santuario, piene di resti di calcare sottoposto a temperature elevate, confermano questa trasformazione.
Tell Abu Seify come stazione chiave della Strada di Horus
Le evidenze raccolte negli ultimi anni, unite ai nuovi ritrovamenti, delineano Tell Abu Seify come una stazione fondamentale lungo la Strada Militare di Horus, un punto in cui si intrecciavano funzioni religiose, economiche e militari.

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
La presenza di strutture fortificate, magazzini, statue di funzionari e iscrizioni reali suggerisce un centro dinamico, attivo per secoli e capace di adattarsi ai cambiamenti politici e strategici del Paese.

Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
La scoperta dell’architrave di Ramses II, con il riferimento diretto a Horus e alla città di Masn, rappresenta oggi uno degli indizi più forti per identificare Tell Abu Seify con la città perduta citata nei testi del Nuovo Regno. Una conferma definitiva richiederà ulteriori scavi e analisi scientifiche, ma la direzione delle ricerche appare sempre più chiara.
Conclusione
La nuova stagione di scavi a Tell Abu Seify non aggiunge solo dati archeologici: ricostruisce un pezzo di storia militare e religiosa dell’Egitto, illuminando una delle vie strategiche più importanti dell’antichità. La Strada di Horus, con le sue fortezze, i suoi templi e le sue stazioni di controllo, torna a vivere attraverso queste scoperte, restituendo voce a una città che per millenni era rimasta nell’ombra.
Fonte
Claudio Lombardelli


