Saqqara, scoperta la tomba di un alto funzionario dell’Antico Regno

La missione archeologica egiziana impegnata nella Necropoli del Bubasteion, a Saqqara, ha scoperto una tomba risalente all’Antico Regno e appartenente a un alto funzionario di nome Sekhentiu-Ptah. Gli archeologi hanno inoltre individuato un complesso sistema di pozzi funerari interconnessi, al cui interno sono state rinvenute numerose sepolture umane e una ricca collezione di reperti archeologici.

Scoperta della tomba di Sekenthiu Ptah.
Fonte: Pagina Facebook Ministero del Turismo e delle Antichità

Introduzione

Il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato, sabato 29 agosto, un’importante scoperta archeologica nell’area di Saqqara, in Egitto.

La scoperta è avvenuta nel Settore A, a ovest del Bubasteion, il complesso sacro dedicato alla dea Bastet.

Nel corso della prima campagna di scavo, la missione archeologica egiziana ha portato alla luce una tomba risalente all’Antico Regno (circa 2.700-2.000 a.C.), appartenente a un alto funzionario di nome Sekhentiu-Ptah.

Gli archeologi hanno inoltre individuato un articolato sistema di pozzi funerari interconnessi.

Al loro interno hanno rinvenuto numerose sepolture umane e una significativa quantità di reperti archeologici.

Secondo quanto riferito dal Ministero del Turismo e delle Antichità, la scoperta conferma l’importanza storica e funeraria di questo settore della necropoli di Saqqara.

Offre inoltre nuove informazioni sulla continuità di utilizzo dell’area nel corso delle epoche successive.

Metodologia dei lavori di scavo

Il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Hisham El Leithy, ha spiegato che gli studiosi hanno condotto le attività di scavo secondo un articolato programma scientifico.

Hanno previsto operazioni di scavo stratigrafico e di precisione, attività di documentazione architettonica, fotografica e digitale, oltre a studi archeologici e linguistici e ad analisi comparative.

L’approccio adottato ha consentito di documentare i ritrovamenti nel loro contesto storico, fornendo nuovi elementi per ricostruire l’evoluzione architettonica e cronologica della necropoli.

La tomba del funzionario Sekhentiu-Ptah

Gli scavi hanno portato alla luce i resti della cappella funeraria di una tomba risalente all’Antico Regno, all’interno della quale la falsa porta gli archeologi hanno rinvenuto ancora nella sua posizione originaria.

Scoperta della tomba di Sekenthiu Ptah.
Fonte: Pagina Facebook Ministero del Turismo e delle Antichità

Davanti a quest’ultima è emerso un corredo completo di strumenti destinati ai rituali funerari, realizzati in alabastro.

Il complesso comprende una tavola per le offerte, un bacino per le abluzioni rituali, una brocca e un catino.

Le iscrizioni geroglifiche incise sulla falsa porta e sugli oggetti rituali hanno permesso di identificare il proprietario della tomba: Sekhentiu-Ptah.

Oltre al nome, le iscrizioni ne riportano anche i numerosi titoli.

Ricopriva infatti gli incarichi di ciambellano reale, sovrintendente a tutti i lavori del re, sovrintendente ai documenti reali, custode dei segreti degli ordini reali, sacerdote della dea Maat e sovrintendente agli scribi.

La concentrazione di incarichi di così alto livello testimonia il ruolo di primo piano ricoperto da Sekhentiu-Ptah all’interno dell’apparato amministrativo dello Stato durante l’Antico Regno.

Scoperta della tomba di Sekenthiu Ptah.
Fonte: Pagina Facebook Ministero del Turismo e delle Antichità

Mohamed Abdel Badie, responsabile del Settore delle Antichità Egizie, ha sottolineato l’importanza del ritrovamento del corredo rituale completo, ancora conservato nella sua collocazione originaria all’interno della cappella funeraria.

Secondo il funzionario, la scoperta rappresenta una fonte preziosa per approfondire la conoscenza dei rituali e delle pratiche funerarie in uso durante l’Antico Regno.

I pozzi funerari

Gli archeologi della missione egiziana hanno inoltre portato alla luce un articolato sistema di pozzi funerari interconnessi, al cui interno hanno rinveuto numerose sepolture umane, grandi quantità di cartonnage funerario colorato, utilizzato per realizzare gli involucri delle mummie, e oltre cento statuette ushabti in faïence.

Tra i reperti recuperati figurano anche tre sarcofagi in pietra, ancora sigillati nel loro stato originario, una statua lignea raffigurante un falco, un variegato insieme di vasellame ceramico e altri manufatti archeologici.

Scoperta della tomba di Sekenthiu Ptah.
Fonte: Pagina Facebook Ministero del Turismo e delle Antichità

Gli studi preliminari indicano che alcuni dei pozzi funerari furono saccheggiati già nell’antichità. A testimonianza delle incursioni dei ladri di tombe, gli archeologi hanno individuato aperture praticate tra le camere funerarie.

Nonostante le tracce di saccheggio, i reperti conservati presentano un considerevole valore archeologico e scientifico.

Come ha spiegato il dott. Amr El Tayebi, responsabile della missione e direttore generale dell’area archeologica di Saqqara, il materiale rinvenuto può fornire importanti informazioni sulla disposizione interna del complesso e sull’evoluzione delle sue strutture architettoniche nelle diverse fasi della sua storia.

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha sottolineato il valore storico e funerario della necropoli del Bubasteion, un’area utilizzata nel corso di epoche differenti.

La scoperta, secondo il Ministro, rappresenta un significativo contributo allo studio della storia e dell’evoluzione del sito e conferma l’importanza di proseguire le attività di scavo e di ricerca.

La missione è attualmente impegnata nella documentazione, nell’analisi e nello studio scientifico dei reperti, anche attraverso il confronto con materiali provenienti da altri siti archeologici.

I risultati delle ricerche saranno destinati alla pubblicazione su riviste scientifiche specializzate sottoposte a revisione paritaria, secondo gli standard della comunità accademica.

Le attività si inseriscono in un più ampio programma di ricerca integrata.

Gli archeologi ritengono infatti che il settore possa riservare ulteriori scoperte di strutture e reperti archeologici, contribuendo a completare la ricostruzione della storia della necropoli del Bubasteion e delle diverse fasi del suo sviluppo.

Fonte

Elena Cappannella

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