Giugno 2025 è stato un periodo pieno di scoperte. Fra queste, ne è stata annunciata una che riguardava l’Akhmenu, tempio di Milioni di Anni del Faraone Thutmose III. Durante le fasi di restauro sono stati trovati rilievi che mostrano il sovrano celebrare uno dei riti più antichi ed importanti, capace di ridargli vitalità e permettergli di governare ancora a lungo: la Festa Sed.

È mai possibile, con una cerimonia, ridare vitalità e forza al sovrano e permettergli di continuare a regnare?
Secondo gli antichi Egizi, sì.
Grazie al Festival Heb-Sed (ḥb-sd).
La festa Sed: le origini
È una delle festività più antiche della storia egizia, anche se la sua origine non è realmente nota. Tuttavia, sulla Pietra di Palermo, un frammento di una lastra di basalto nera, vi si trova un importante indizio.
Infatti, vi sono riportati gli annali delle prime cinque dinastie ed è possibile leggervi una raffigurazione del Faraone Den (I dinastia), mentre compie la corsa rituale, uno dei riti che compongono la Festa Sed.
Questa potrebbe essere, a tutti gli effetti, la prima vera prova che questa festività risale agli albori della storia egizia.
Innumerevoli sono le rappresentazioni che sono state ritrovate: da Saqqara a Luxor, da Karnak al Ramesseum, fino al tempio di Ramsess III a Medinet Habu.
Ultimo, un rilievo venuto alla luce durante i lavori di restauro a giugno 2025 al Tempio di Milioni di Anni del Faraone Thutmose III, conosciuto come Akhmenu.
Il sovrano viene rappresentato mentre compie una serie di riti che costituiscono l’Heb-Sed e che avevano, appunto, lo scopo di rinnovare la forza e la legittimità divina del re.
Un vero e proprio rito di rinnovamento, celebrato per la prima volta dopo trent’anni di regno e poi ripetuto ogni tre.
Nella storia egizia, ci sono faraoni che hanno celebrato più Feste Sed.
Fra tutti, ovviamente, Ramses II che, avendo regnato per sessantasette anni, ha partecipato a ben quattordici Heb-Sed.
La festa Sed: significato e prove
Il nome di questa festività può essere suddiviso in due termini:
ḥb, che significa festa e sd, la cui definizione, invece, è decisamente più controversa. La maggior parte degli studiosi la identifica con “coda” riferendosi alla coda di toro, parte degli epiteti reali.
Dai rilievi rinvenuti sappiamo che il Faraone eseguiva i vari rituali prima indossando la corona bianca (hedjet) come sovrano dell’Alto Egitto e poi, come re del Basso Egitto, la corona rossa (deshret).
La Festa Sed avveniva in speciali padiglioni di giunchi costruiti per l’occasione, che ricordavano gli antichi modelli dei templi.

Fonte: www.storicang.it
Noto è il complesso funerario del Faraone Djoser (III dinastia). L’architetto Imhotep ricreò questi padiglioni, ma in pietra, in un grande cortile dove il sovrano avrebbe potuto celebrare il Festival ḥb-sd per l’eternità.
La cerimonia durava cinque giorni durante i quali il faraone era obbligato a compiere alcune imprese fisiche: scagliare frecce verso i quattro punti cardinali, sollevare un pilastro Djed (che rappresentava la colonna vertebrale del Dio Osiride) e compiere quattro corse rituali intorno ad uno spazio che simboleggiava l’intero Egitto.
Non si conoscono con precisione i dettagli di quest’ultima prova, ma alcuni esperti ritengono che il faraone corresse accanto ad un toro. Solo se riusciva a mantenere o superare il passo del bovino, il sovrano dimostrava di avere la forza e la virilità necessaria per continuare a governare il paese.
Dalla valutazione del vigore del sovrano, la Festa Sed diventava così un vero e proprio percorso rituale per proteggere simbolicamente l’Egitto.
Proprio per il suo duplice aspetto religioso e politico, alcuni sovrani celebrarono questa festività anche prima dei trent’anni, per affermare la propria legittimità a regnare l’Egitto.

Fonte: www.storicang.it

Fonte: egypt-museum.com
Come la regina Hatshepsut che, nel suo tempio funerario a Deir el-Bahari, si fece rappresentare mentre indossava il caratteristico mantello Sed e compiva i rituali associati alla festa.
O Akhenaton mostrato, nei rilievi di Amarna, con il mantello, mentre partecipava ai rituali ḥb-sd, come processioni, offerte divine e affermazioni della sua regalità eterna.
Ovvio che lo scopo del sovrano era quello di rivendicare il ringiovanimento divino e la legittimità a regnare in un momento in cui stata stravolgendo radicalmente la religione egizia. In sostanza, si stava riformulando come il rappresentante di Aton sulla terra.
In ogni caso, che fosse per legittimare la propria posizione in momenti particolari o per ritrovare, dopo trent’anni, la forza per governare e proteggere un grande paese come l’Egitto ancora a lungo, tutti i faraoni celebravano il loro Giubileo Reale.
Lunga vita ai Faraoni d’Egitto!
Egittolizzando augura a tutti voi un sereno Natale ed un felice Anno Nuovo
Per altre curiosità sulle feste nell’antico Egitto andate alla Raccolta Bibliografica, nella nuova sezione A ogni popolo le feste che si merita, scritta per l’occasione.
Le altre feste dell’antico Egitto
- La festa di Opet, il “Natale” degli Egizi
- La Festa della Vittoria e l’eterna lotta tra il Bene e il Male
- La festa di Ptah e della creazione del mondo
- Gli Egizi e il ricordo degli antenati
- Wepet Renpet, una grande festa per celebrare la rinascita

