Un ritratto dal Bosforo: l’anello di Arsinoe III riemerge dagli scavi di Anapa

Nella Russia meridionale, sulle coste del Mar Nero, gli scavi di Anapa hanno riportato alla luce un anello in bronzo con il ritratto di Arsinoe III, uno dei soli sei esemplari noti al mondo. Il gioiello, emerso dal riempimento di una fossa ellenistica, conserva la pettinatura regale della sovrana tolemaica e testimonia la circolazione di simboli dinastici dall’Egitto al Bosforo antico. Una scoperta che unisce la corte di Alessandria alle comunità greche del Mar Nero, restituendo un frammento di storia rimasto sepolto per oltre duemila anni.

L’anello scoperto durante lo scavo.
Fonte: Treister et al. (2026)

Il contesto archeologico: un paesaggio ellenistico sul Mar Nero

Nella zona settentrionale di Anapa (Territorio di Krasnodar, nella Russia meridionale), in un’area nota come “Voskresenskoe‑6”, le ultime campagne di scavo hanno riportato alla luce un mosaico di strutture ellenistiche: resti di pavimentazioni, fondazioni, fosse di servizio e accumuli di ceramiche che raccontano la vita quotidiana tra la fine del IV e il III secolo a.C.

Area archeologica dell’antica Gorgippia, oggi nel centro della moderna Anapa, in Russia.
Fonte: www.ancient-origins.net

Il sito, composto da oltre ottanta unità abitative distribuite su un’ampia superficie, rappresenta uno dei complessi rurali più articolati del Bosforo antico. Le fosse indagate nel 2024 hanno restituito materiali che confermano un’intensa attività economica: anfore provenienti da Geraiclea Pontica, Chio, Cnido e Colchide, ceramiche da mensa locali, vasellame da cucina annerito dall’uso, e frammenti di strutture domestiche.

In questo paesaggio di vita quotidiana, una fossa in particolare – la numero 4 – ha restituito un oggetto capace di collegare il Mar Nero alla corte dei Tolomei: un anello in bronzo con il ritratto di Arsinoe III.

La fossa 4: un deposito di vita e memoria

La fossa 4, scavata nel settore sud‑occidentale dell’area, presentava una forma arrotondata e un riempimento omogeneo di terreno scuro, ricco di frammenti ceramici. La sua profondità, vicina al metro, e la qualità del materiale rinvenuto suggeriscono che fosse utilizzata come deposito di scarti domestici, forse legati alla manutenzione di una struttura vicina. Le ceramiche presenti – oltre cento frammenti – coprono un arco cronologico coerente con la seconda metà del IV e il III secolo a.C., confermando che la fossa fu colmata in un momento di intensa attività dell’insediamento.

È in questo contesto che gli archeologi hanno trovato un oggetto completamente diverso dagli altri: un anello massiccio, fuso in bronzo, con un castone ovale inciso con il profilo di una donna.

Il gioiello: un anello tolemaico nel cuore del Bosforo

L’anello appartiene a una tipologia ben nota agli specialisti: i cosiddetti “anelli tolemaici” tra III e II secolo a.C. Secondo gli studi più recenti, esistono solo sei esemplari noti al mondo, distribuiti tra il Bosforo, il Caucaso occidentale e alcuni musei europei. La loro rarità non dipende solo dalla fragilità del materiale, ma dal fatto che rappresentano una produzione altamente specializzata, probabilmente legata a officine che lavoravano per conto della corte tolemaica o per élite greche in contatto con Alessandria.

L’anello scoperto durante lo scavo.
Fonte: Treister et al. (2026)

Si tratta di gioielli massicci, con castoni ovali decorati con ritratti femminili, spesso identificati come membri della dinastia tolemaica. Il ritratto inciso sull’esemplare di Anapa mostra una donna in profilo, con una pettinatura elaborata: una fascia sottile lungo la fronte, ciocche lunghe e leggermente curve che scendono dalla sommità del capo, e un voluminoso chignon arrotondato, decorato da piccole protuberanze. È un tratto distintivo dei ritratti di Arsinoe III, figlia di Tolomeo III e moglie di Tolomeo IV, regina d’Egitto tra il 220 e il 204 a.C.

L’anello scoperto durante lo scavo.
Fonte: Treister et al. (2026)

La pettinatura non è un dettaglio estetico: è un codice iconografico. Gli anelli con questo tipo di chignon decorato sono stati rinvenuti in diversi siti del Bosforo, da Gorgippia a Panticapeo, da Tenginskaja a Psenafa, fino al celebre ritrovamento di Maikop. La loro distribuzione geografica crea una vera e propria costellazione di ritratti regali diffusi tra le élite locali.

Arsinoe III: una regina tra politica e tragedia

Arsinoe III fu una delle figure più complesse della dinastia tolemaica. Figlia di Tolomeo III Evergete, sposò il fratello Tolomeo IV e partecipò attivamente alla vita politica del regno. Fu presente alla battaglia di Rafia, una delle più grandi battaglie dell’età ellenistica, e la sua immagine fu utilizzata come simbolo di legittimazione dinastica. La sua morte, avvenuta nel 204 a.C. per mano di una fazione di corte, segnò uno dei momenti più drammatici della storia tolemaica.

Ottadracma d’oro con il busto della regina Arsinoe III d’Egitto, 221–204 a.C.
Fonte: www.ancient-origins.net

Il ritratto inciso sull’anello di Anapa potrebbe essere contemporaneo alla sua vita, collocando la produzione del gioiello tra il 220 e il 204 a.C. Una datazione che coincide perfettamente con il contesto archeologico della fossa.

Un simbolo politico in viaggio: dal Nilo al Mar Nero

La presenza di un ritratto regale tolemaico in un insediamento rurale del Bosforo non è casuale. Gli anelli di questo tipo erano probabilmente oggetti di prestigio, doni diplomatici o simboli di alleanza tra comunità greche e la corte di Alessandria. La loro circolazione riflette l’influenza culturale dell’Egitto tolemaico, capace di raggiungere regioni lontane attraverso reti commerciali e politiche.

L’analisi metallografica dell’anello di Anapa conferma la connessione: la lega bronzea, arricchita con piombo e stagno, è identica a quella di altri esemplari provenienti da Chersoneso e dal Bosforo. Una produzione omogenea, riconoscibile, che testimonia l’esistenza di officine specializzate.

Significato della scoperta: un volto che attraversa i secoli

L’anello di Arsinoe III non è solo un gioiello: è un frammento di storia che collega due mondi. Da un lato, la corte tolemaica, con la sua iconografia raffinata e la sua politica complessa; dall’altro, il Bosforo, con le sue comunità greche, i suoi commerci e la sua vita quotidiana. Il ritratto inciso nel bronzo ha attraversato secoli e distanze, per riemergere oggi dalla terra scura di una fossa ellenistica.

La scoperta arricchisce la storia del sito di Anapa e conferma il ruolo del Bosforo come crocevia culturale tra Mediterraneo ed Eurasia. È un volto che torna a parlare, dopo più di duemila anni.

Fonte

Claudio Lombardelli

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