Abusir: portato alla luce il Tempio del Sole del Faraone Nyuserra

Ad Abu Ghurab, e precisamente nella necropoli di Abusir, la missione italiana ha portato alla luce i resti del Tempio del Sole del re Nyuserra, uno dei sovrani più importanti della V dinastia.

Il Tempio Solare di Nyuserra.
Fonte: english.ahram.org.eg

Il sito di Abu Ghurab

Abu Ghurab è un sito archeologico situato a circa 20 km a sud del Cairo.

A novembre del 2021, la missione archeologica italiana portò alla luce uno dei Templi del Sole “perduti”.

Sotto al tempio del Faraone Nyuserra.

In questi quattro anni, gli scavi nella zona non si sono mai fermati.

E infatti ieri, 12 dicembre 2025, il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato che la missione, guidata da Massimiliano Nuzzolo e Rossana Perilli delle Università di Torino e Napoli, ha proseguito i lavori, portando alla luce più della metà del Tempio del Sole di questo Faraone della V dinastia.

L’edificio fu scoperto nel 1898 dall’egittologo tedesco Ludwig Borchardt ed è uno dei soli due templi solari finora identificati.

All’epoca, tuttavia, gli alti livelli delle falde acquifere ne impedirono degli scavi adeguati ed approfonditi.

Fino ad ora.

I nuovi scavi del Tempio Solare del Faraone Nyuserra

I resti appena scoperti costituiscono un complesso monumentale che supera i 1.000 m2, caratterizzato da un piano architettonico unico che lo colloca tra i Templi del Sole più significativi dell’antica regione di Memphis.

Gli scavi recenti hanno rilevato l’ingresso del tempio, sepolto sotto quasi 1,2 metri di limo del Nilo.

Gli archeologi hanno scoperto il pavimento, la base di una colonna in calcare e parti di una colonna di granito, che probabilmente facevano parte del portico principale d’ingresso della struttura.

Ulteriori scoperte includono frammenti del rivestimento originale in pietra delle pareti che fiancheggiavano il passaggio tra il cancello d’ingresso e il ponte ascendente, oltre a diversi elementi architettonici ancora nelle loro posizioni originali, tra cui telai e architravi in granito.

Il dott. Nuzzolo ha detto che lo scavo della scorsa stagione ha portato alla luce un portale completo in quarzite in ottime condizioni, insieme ai resti di una scala interna che conduce al tetto. Questa scoperta suggerirebbe la presenza di un ingresso secondario nel settore nord-occidentale del tempio.

Gli scavi attuali hanno invece portato alla luce una rampa inclinata che probabilmente collegava il tempio al Nilo o a uno dei suoi antichi rami.

Le prime prove indicano che il tempio si estende verso nord, coerentemente con la disposizione architettonica dei complessi reali della V Dinastia come il Tempio della Valle del re Sahure.

Alcuni reperti e il riutilizzo del Tempio

La missione ha inoltre scoperto una serie di manufatti, tra cui due pezzi di legno usati nel Senet, antico gioco egizio da tavolo, precursore dei moderni scacchi.

La dott.ssa Perilli ha messo in evidenza, invece, la scoperta di un grande architrave in pietra inciso in geroglifici con un calendario che dettaglia le festività religiose del tempio, oltre a riferimenti allo stesso re Nyuserra.

Il cartiglio del Faraone Nyuserra.
Fonte: english.ahram.org.eg

Studi preliminari suggeriscono che, dopo che il tempio cadde in disuso come sito di culto reale, fu riconvertito in un piccolo insediamento abitato durante il Primo Periodo Intermedio.

Questa trasformazione offre rare intuizioni sulla vita quotidiana nella regione di Memphis durante un periodo poco documentato.

La missione italiana nelle prossime stagioni continuerà i suoi lavori, con l’obiettivo di rivelare ulteriori dettagli su questo importante sito archeologico e di approfondire la comprensione di come i templi solari si siano sviluppati e abbiano funzionato nell’antico Egitto.

Fonte

Elena Cappannella

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