Inaugurato il GEM, la “quarta Piramide” d’Egitto

Ieri, sabato 1° novembre 2025, è stato finalmente inaugurato il Grand Egyptian Museum (GEM), il più grande museo al mondo dedicato ad una sola civiltà. Costruito su un’area di 500.000 m2, a pochissima distanza da Giza, è stato soprannominato la “quarta piramide” d’Egitto.

L’inaugurazione del Grand Egyptian Museum. 1 Novembre 2024

È vero, dallo scorso anno era parzialmente aperto.

Ma mancava ancora “il meglio”. Almeno in parte.

E soprattutto, una struttura del genere, sia in termini di dimensioni che di soldi spesi per la sua costruzione, non era stata ancora celebrata come meritava.

Tutti, egittologi ed egittofili, stavamo aspettando questo momento.

Il Grand Egyptian Museum (GEM), a un passo dalle imponenti Piramidi di Giza, è ufficialmente totalmente aperto.

La cerimonia di inaugurazione

Ieri, sabato 1° novembre 2025, per quasi due ore, ha avuto luogo l’inaugurazione del Grand Egyptian Museum.

Uno spettacolo sicuramente meno pomposo rispetto a quanto abbiamo assistito nel caso dell’inaugurazione del Viale delle Sfingi e al trasporto (è proprio il caso di dirlo!) faraonico delle mummie reali.

È stato però un magnifico e sapiente alternarsi di suoni, luci e fuochi d’artificio, punteggiato da balletti, opere liriche e danze ispirate all’antico Egitto.

Il tutto, con le Piramidi di Giza e la Sfinge a fare da sfondo.

Suggestivo, decisamente suggestivo.

Dopo la sfilata di capi di Stato stranieri accolti dal Presidente Al-Sisi e le foto di rito, è iniziata la cerimonia vera e propria su un palco allestito per l’orchestra all’ingresso del Grand Egyptian Museum, accanto all’Obelisco sospeso di Ramesse II.

Decine di artisti e comparse vestite con elaborati costumi faraonici, le loro fronti coronate da ghirlande d’oro e scettri in mano, hanno animato il palco, prima che un monumentale spettacolo pirotecnico illuminasse le piramidi.

Il tutto, mentre il cielo del Cairo era illuminato da luci che disegnavano scene con divinità e alcuni dei più famosi pezzi del GEM, come la barca di Cheope, il carro di Tutankhamon e, ovviamente, la maschera del Faraone Bambino.

L’evento ha riunito 79 delegazioni ufficiali, tra cui re e capi di Stato, oltre a un’eccezionale copertura mediatica da parte di 180 media internazionali.

Foto di rito con le personalità presenti.
Fonte: www.ansa.it

Tante le dichiarazioni di gioia per questo evento, indiscutibilmente importantissimo per il mondo egittologico, ma soprattutto per l’Egitto stesso, che ha, ovviamente, nel turismo, l’entrata economica principale.

La cerimonia, infatti, si è aperta con un omaggio a Farouk Hosny, ex Ministro della Cultura e iniziatore del progetto: “Non vi nascondo che stavo vivendo per questo momento. Ora mi guardo intorno e mi ritrovo al cospetto del sogno che si è avverato”, ha detto con emozione.

L’ex ministro del Turismo e attuale capo dell’Unesco, Khaled El-Enany, invece, ha voluto ricordare anche le sfide che hanno caratterizzato questo progetto ventennale: “I grandi sogni non nascono da un giorno all’altro. Questa è la lezione più grande che ho imparato nel mio lavoro e con l’UNESCO.”

Discorso presidenziale

Infine, il discorso del Presidente Abdel Fattah Al-Sisi che ha elogiato “i notevoli sforzi compiuti per erigere questo grande edificio”.

Il Grande Museo Egizio è una testimonianza vivente del genio dell’uomo egizio”, ha detto.

Il discorso del Presidente Abdel Fattah Al-Sisi.
Fonte: french.ahram.org.eg

Oggi, celebrando l’inaugurazione di questo museo, stiamo scrivendo un nuovo capitolo nella storia del presente e del futuro.

L’apertura del GEM si è poi concretizzata quando il Presidente ha inserito simbolicamente l’ultimo pezzo in un modellino di alabastro, illuminando l’interno delle sale.

Al termine della cerimonia, si è tenuto un tour privato con il Presidente e pochi altri invitati.

La visita privata del GEM
Fonte: french.ahram.org.eg

Il Grand Egyptian Museum (GEM)

Costruito su un’area di 500.000 m², il GEM ha richiesto vent’anni di lavoro titanico e più di un miliardo di dollari di investimenti, con il supporto finanziario e tecnico del Giappone.

Dopo oltre due decenni di lavoro, il GEM, ormai soprannominato la “quarta piramide” d’Egitto, ha dovuto affrontare molteplici ritardi a causa di battute d’arresto legate a disordini politici, conflitti regionali e pandemia di Covid-19.

Il museo ospita più di 100.000 manufatti che coprono circa sette millenni di storia del paese, dall’epoca pre-dinastica all’epoca greca e romana.

Rendendolo, secondo i funzionari egiziani, la più grande collezione al mondo dedicata a una singola civiltà.

Il Grande Museo Egizio si distingue per l’architettura monumentale e contemporanea.

La sua imponente facciata triangolare in vetro, lunga 600 metri, richiama le linee delle piramidi circostanti e permette di ammirare da ogni angolo la spettacolare vista del complesso di Giza.

Al centro dell’atrio principale si erge una statua di 83 tonnellate di Ramses II, il faraone che governò l’Egitto per 66 anni e ne presiedette l’età dell’oro.

All’interno, i visitatori entreranno in vaste sale piene di luce con soffitti svettanti e pareti in pietra color sabbia che riecheggiano il deserto circostante.

Una gigantesca scalinata è fiancheggiata dalle statue di altri antichi re e regine e al piano superiore un’enorme finestra offre una vista perfettamente incorniciata delle piramidi di Giza.

A differenza dell’angusto e secolare Museo Egizio nel centro del Cairo, il GEM offre gallerie immersive, illuminazione di precisione, mostre di realtà virtuale e persino un museo per bambini.

Un punto culminante è un laboratorio di conservazione dal vivo, visibile attraverso il vetro dal pavimento al soffitto, dove i visitatori possono osservare i restauratori che assemblano una barca solare di 4.500 anni sepolta vicino alla piramide di Cheope e costruita per trasportare la sua anima attraverso il cielo con il dio del sole Ra.

Protagonista indiscussa della mostra, però, è la collezione del Faraone Tutankhamon.

Oltre 5.000 oggetti finalmente esposti insieme per la prima volta.

Speranze per il turismo

L’apertura al pubblico è prevista per martedì 4 novembre.

Il ministro del Turismo Sherif Faty ha stimato che “il museo darà un nuovo impulso al turismo egiziano”, prevedendo di accogliere “più di 15.000 visitatori al giorno”, ovvero circa cinque milioni di visitatori all’anno.

Il governo punta ad attrarre 30 milioni di turisti entro il 2030, rispetto ai circa 15 milioni del 2024, in un settore ovviamente vitale per l’economia nazionale.

Fonte

Elena Cappannella

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