Nelle sabbie del Sinai settentrionale è stato portato alla luce un nuovo straordinario capitolo della storia antica. Gli archeologi egiziani che lavorano al sito hanno infatti scoperto una vasta fortezza militare risalente al periodo del Nuovo Regno della civiltà egizia, più di tre millenni fa. I Faraoni egizi proteggevano così una delle loro rotte più strategiche che collegavano l’antico Egitto con la Palestina.

Fonte: Pagina Facebook Luxor Times
La Horus Military Road
La missione archeologica egiziana che lavora presso il sito di Tell El-Kharouba, nel Sinai settentrionale, ha scoperto una fortezza militare risalente al Nuovo Regno.
È la più grande e significativa mai trovata lungo l’antica Strada Militare di Horus.
Quest’ultima era la via che collegava l’antico Egitto con la Palestina e prendeva il nome da quello del dio-falco, simbolo della regalità.
Era la personificazione del principio di autorità e protettore del Faraone regnante, che alla sua immagine era assimilato.
La via di Horus si sviluppava per 140 miglia ed esisteva già durante il Medio Regno.
Fu allora che i Faraoni si preoccuparono di proteggere il Delta con una linea di fortificazioni, chiamate “Muri del Principe”, atte a fronteggiare (ma non a scongiurare) il pericolo di invasioni da parte di popoli orientali.
Altre fortezze degne di nota, rinvenute lungo la Horus Military Road sono Tell Heboua, Tell El-Borg e Tell El-Abyad, tutte risalenti all’era del Nuovo Regno.
La scoperta di una nuova fortezza militare
Questa scoperta archeologica, quindi, fa nuova luce sulla sofisticata pianificazione militare dei governanti del Nuovo Regno, che costruirono una serie di strutture difensive per proteggere una delle sue rotte più strategiche che collegava l’antico Egitto con la Palestina.
Il dottor Sherif Fathy, Ministro del Turismo e delle Antichità, ha descritto la scoperta come una vivida testimonianza dell’ingegnosità degli antichi Egizi nello stabilire un sistema difensivo completo per salvaguardare il territorio egizio.
Inoltre, si rafforza ulteriormente lo status del Sinai come terra ricca di un patrimonio culturale e storico unico.
D’altro canto, il dott. Mohamed Ismail Khaled, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha dichiarato che il ritrovamento di questa massiccia fortezza rappresenta un passo importante per ricostruire un quadro completo della rete difensiva dell’Egitto lungo la sua frontiera orientale durante il Nuovo Regno.
Ha inoltre spiegato che ogni struttura scoperta aggiunge un altro livello alla nostra comprensione dell’organizzazione militare e difensiva dell’Egitto faraonico.
Confermando così che la civiltà egizia non era semplicemente confinata a templi e tombe, ma uno stato potente in grado di proteggere i suoi confini.
Gli altri ritrovamenti nel sito archeologico
Gli scavi hanno portato alla luce una sezione del muro meridionale della fortezza, lunga circa 105 metri, con 2,5 metri di larghezza ed un ingresso secondario largo circa 2,2 metri.
Finora sono state scoperte undici torri difensive, insieme alla torre nord-occidentale e a porzioni delle mura settentrionali e occidentali.

Fonte: Pagina Facebook Luxor Times
Il dottor Mohamed Abdel Badi, capo del Settore Antichità Egizie, ha spiegato che il team ha anche scoperto un muro a zig-zag lungo circa 75 metri sul lato occidentale della fortezza, che aveva lo scopo di dividere un’area residenziale per i soldati.
Questo design architettonico, tipico del Nuovo Regno, dimostra la notevole capacità degli antichi Egizi di adattarsi alle dure condizioni del deserto.
La missione archeologica ha anche trovato:
- frammenti di ceramica e vasi;
- depositi di fondazione sotto una delle torri risalenti alla prima metà della XVIII dinastia;
- un manico di vaso sigillato con il nome del re Thutmose I;
- pietre vulcaniche, trasportate via mare dalle isole vulcaniche della Grecia

Fonte: Pagina Facebook Luxor Times

Fonte: Pagina Facebook Luxor Times

Fonte: Pagina Facebook Luxor Times

Fonte: Pagina Facebook Luxor Times
Il team di archeologi ha anche portato alla luce un grande forno per il pane con resti di pasta pietrificata. Ciò significa, evidentemente, che la fortezza fungeva da insediamento militare autosufficiente.
Il dottor Hesham Hussein, capo dell’amministrazione centrale per le antichità del Basso Egitto, ha osservato che gli studi iniziali mostrano che questa struttura ha subito, nel corso della storia, diverse fasi di restauro, tra cui molteplici modifiche alla porta meridionale.
Coprendo un’area di circa 8.000 metri quadrati, tre volte più grande della fortezza scoperta nello stesso sito negli anni ’80, situata a circa 700 metri a sud-ovest, quella appena scoperta aggiunge un capitolo significativo alla catena di roccaforti militari egiziane lungo la Horus Military Road.
La missione archeologica egiziana ora mira a continuare gli scavi per scoprire le parti rimanenti delle mura e delle strutture associate, con la speranza di localizzare il vicino porto militare che un tempo serviva la fortezza.
Fonte
- Pagina Facebook del Ministero del Turismo e delle Antichità
- Pagina Facebook Luxor Times
- egyptian-gazette.com
- www.dailynewsegypt.com
- see.news
- french.ahram.org.eg
Elena Cappannella


