Siamo sempre più vicini alla tomba di Imhotep?

Un nuovo studio potrebbe aver fornito importanti indizi sulla possibile ubicazione della tomba di Imhotep, la cui sepoltura rimane ancora oggi uno dei grandi misteri dell’archeologia egizia. La ricerca, pubblicata su The Journal of Egyptian Archaeology, prende in esame alcune statue di granito rinvenute in una mastaba situata a nord della Piramide a gradoni di Saqqara. E proprio da questi reperti potrebbe arrivare una nuova pista per individuare la tomba del celebre architetto di Djoser.

Che la tomba di Imhotep si trovi proprio nel settore settentrionale di Saqqara, ancora nascosta sotto tonnellate di sabbia?

Imhotep fu uno dei più importanti funzionari alla corte del faraone Djoser ed è tradizionalmente considerato l’ideatore della Piramide a gradoni, una delle più straordinarie innovazioni architettoniche dell’antico Egitto.

Nel corso dei millenni, la sua figura assunse un carattere sempre più leggendario, fino a essere divinizzata e venerata come dio della medicina e della saggezza.

Eppure, nonostante la sua fama e la sua importanza storica, la sua sepoltura non è mai stata individuata.

Gli archeologi sono sulle sue tracce da decenni. Nel XX secolo, l’egittologo britannico Walter Bryan Emery condusse diverse esplorazioni nella zona settentrionale di Saqqara, prendendo in considerazione una mastaba come possibile candidata a ospitare la tomba di Imhotep. Tuttavia, il proprietario della sepoltura non fu mai identificato con certezza e l’ipotesi rimase senza conferme.

La scoperta della mastaba di Wasir-ef-Ra (2025)

Nell’aprile del 2025, una missione archeologica egiziana, guidata dal Consiglio Supremo delle Antichità e dalla Fondazione Zahi Hawass per le Antichità e il Patrimonio, portò alla luce la mastaba del principe Wasir-ef-Ra, situata a nord della celebre Piramide a gradoni.

La falsa porta della tomba di Wasir-ef-Ra.
Fonte: egittolizzando.altervista.org

La scoperta suscitò grande interesse, anche perché il proprietario della tomba fu identificato come figlio del faraone Userkaf e, quindi, membro della famiglia reale della V dinastia.

Ma a rendere particolarmente interessante questa sepoltura furono soprattutto alcuni reperti rinvenuti al suo interno.

Il mistero delle statue

Durante gli scavi, infatti, gli archeologi portarono alla luce un gruppo statuario in granito rosso raffigurante il re Djoser, sua moglie e le loro dieci figlie.

La presenza di queste opere lasciò gli studiosi piuttosto perplessi: lo stile e le caratteristiche delle statue sembravano infatti ricondurle a un’epoca molto più antica rispetto a quella della mastaba che le ospitava.

Che cosa ci facevano, dunque, statue risalenti alla III dinastia all’interno di una sepoltura della V dinastia?

È possibile che fossero state trasferite nella mastaba di Wasir-ef-Ra in un periodo successivo, forse durante il Periodo Tardo?

E, soprattutto, per quale motivo furono spostate e chi ne autorizzò il trasferimento?

La due statue in granito al centro del nuovo studio

Il gruppo statuario, tuttavia, non rappresenta l’unico elemento di interesse emerso dagli scavi della mastaba di Wasir-ef-Ra.

Gli archeologi hanno infatti rinvenuto anche due straordinarie statue di granito, anch’esse databili alla III dinastia.

La prima, scolpita in granito nero, reca il nome di un sacerdote chiamato Tp-m-ankh.

La seconda, realizzata in granito grigio, raffigura un alto funzionario di nome Aym-rn-khp, che ricopriva titoli prestigiosi come “principe di Elkab” e “giudice supremo”.

Proprio questi reperti sono al centro di un nuovo studio pubblicato su The Journal of Egyptian Archaeology, nel quale vengono esaminate le statue rinvenute nella mastaba e il loro possibile significato.

L’autore della ricerca è l’egittologo Zahi Hawass, già protagonista della scoperta della tomba del principe Wasir-ef-Ra.

Secondo Hawass, la presenza di queste opere non rappresenterebbe una semplice anomalia cronologica. Le caratteristiche stilistiche, i materiali utilizzati e gli arcaici titoli sacerdotali riportati sulle statue suggerirebbero infatti una loro realizzazione durante la III dinastia, proprio nel periodo in cui visse Imhotep.

La concentrazione di reperti così antichi e strettamente legati all’epoca di Djoser potrebbe indicare che, in origine, essi appartenessero a un complesso monumentale situato nei pressi della Piramide a gradoni e che soltanto in un secondo momento li avrebbero trasferiti nella mastaba di Wasir-ef-Ra.

È proprio questo elemento che, secondo Hawass, potrebbe contribuire a restringere l’area in cui cercare la sepoltura del grande Imhotep.

Statua di Imhotep.
Fonte: www.storicang.it

La tomba di Imhotep si nasconde a nord di Saqqara?

Il nuovo studio riporta quindi l’attenzione su un settore della necropoli settentrionale di Saqqara che potrebbe custodire ancora importanti segreti.

La presenza di statue risalenti all’epoca di Djoser, successivamente riutilizzate e concentrate nella mastaba di un principe della V dinastia, potrebbe rappresentare un indizio significativo per orientare le future ricerche archeologiche.

Naturalmente, al momento non esiste alcuna prova che la tomba di Imhotep si trovi proprio in quest’area.

Tuttavia, l’ipotesi merita certamente di essere approfondita.

E allora la domanda rimane: siamo davvero più vicini alla scoperta della sepoltura di uno degli uomini più straordinari dell’antico Egitto?

Che la tomba di Imhotep si trovi proprio nel settore settentrionale di Saqqara, ancora nascosta sotto tonnellate di sabbia?

Forse, dopo migliaia di anni, il grande architetto di Djoser potrebbe finalmente essere vicino a svelarci il suo ultimo segreto.

Fonte

a cura di Elena Cappannella

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