Assuan, la necropoli che continua a parlare: nuove tombe svelano i segreti di Qubbet el Hawa

La missione egiziana del Supreme Council of Antiquities scopre nuove sepolture scavate nella roccia, rivelando fasi inedite della necropoli dei governatori di Elefantina e una continuità d’uso che attraversa l’Antico Regno, il Primo Periodo Intermedio e il Medio Regno.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

Introduzione

La recente scoperta di un gruppo di tombe rupestri dell’Antico Regno nella necropoli di Qubbet el‑Hawa, sulla riva occidentale di Assuan, rappresenta uno dei contributi più significativi degli ultimi anni allo studio delle élite provinciali dell’Egitto faraonico. L’annuncio, diffuso dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano e riportato da varie testate giornalistiche internazionali, conferma che la missione del Supreme Council of Antiquities (SCA) ha individuato nuove sepolture scavate nella roccia, dotate di pozzi funerari e camere interne, risalenti alle fasi più antiche della storia egiziana.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

La scoperta non solo arricchisce la documentazione archeologica del sito, già noto per le tombe dei governatori di Elefantina e dei funzionari di alto rango, ma apre nuove prospettive sulla continuità d’uso della necropoli tra Antico Regno, Primo Periodo Intermedio e Medio Regno. Le fonti sottolineano infatti che le tombe furono riutilizzate in epoche successive, confermando la centralità del luogo nel paesaggio funerario dell’Alto Egitto per oltre un millennio.

Il contesto storico: Qubbet el Hawa e il ruolo delle élite provinciali

Per comprendere la portata della scoperta è necessario collocare Qubbet el‑Hawa nel suo contesto storico. La necropoli, attiva almeno dalla IV dinastia e utilizzata fino all’epoca romana, era il luogo di sepoltura dei nomarchi di Elefantina, dei sacerdoti e degli alti funzionari che amministravano la frontiera meridionale dell’Egitto.

Immagini della scoperta.
Fonte: english.ahram.org

Durante l’Antico Regno, in particolare tra la V e la VI dinastia, Elefantina divenne un centro strategico per il controllo delle rotte commerciali verso la Nubia e per le spedizioni minerarie nel deserto orientale. I governatori locali, spesso membri di famiglie potenti, esercitavano un ruolo politico e religioso di primo piano, come testimoniano le celebri tombe di Harkhuf, Sarenput I e Sarenput II.

Immagini della scoperta.
Fonte: english.ahram.org

La scoperta di nuove tombe rupestri attribuibili a questo periodo permette di ampliare il quadro delle élite provinciali e di analizzare con maggiore precisione le pratiche funerarie, le gerarchie locali e i rapporti tra centro e periferia in una fase cruciale della formazione dello Stato faraonico.

La missione egiziana del Supreme Council of Antiquities

A differenza di molte scoperte recenti, frutto di missioni internazionali, questa indagine è stata condotta interamente da un’équipe egiziana del Supreme Council of Antiquities, diretta dal segretario generale Hisham El‑Leithy e sostenuta dal Ministro del Turismo e delle Antichità Sherif Fathy.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

Le fonti sottolineano come il Ministero abbia espresso un forte apprezzamento per il lavoro delle missioni nazionali, che negli ultimi anni hanno prodotto risultati di grande rilievo, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Egitto nel panorama della ricerca archeologica internazionale e a sostenere il settore del turismo culturale.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

La missione opera da diverse stagioni a Qubbet el‑Hawa, un sito complesso che richiede competenze multidisciplinari: geologia, epigrafia, archeologia funeraria e conservazione dei materiali. La scoperta delle nuove tombe è il risultato di un lavoro sistematico di pulizia, documentazione e scavo delle pendici rocciose che dominano la riva occidentale del Nilo.

La scoperta: tombe rupestri, pozzi funerari e riusi plurimi

Le tombe individuate presentano caratteristiche tipiche dell’Antico Regno: camere scavate direttamente nella roccia, pozzi verticali che conducono alle camere funerarie e tracce di elementi architettonici come nicchie e potenziali false porte. Le fonti non forniscono ancora dettagli epigrafici, ma la tipologia architettonica consente una datazione preliminare alle fasi centrali dell’Antico Regno.

Immagini della scoperta.
Fonte: english.ahram.org

Particolarmente significativo è il fatto che le tombe mostrino evidenze di riuso durante il Primo Periodo Intermedio e il Medio Regno. Questo fenomeno, già noto in altre parti della necropoli, conferma che Qubbet el‑Hawa rimase un luogo di sepoltura privilegiato anche in epoche di instabilità politica e di riorganizzazione amministrativa.

Immagini della scoperta.
Fonte: english.ahram.org

Il riuso delle tombe, spesso accompagnato da modifiche strutturali e da nuove deposizioni, offre agli archeologi un’opportunità preziosa per studiare l’evoluzione delle pratiche funerarie e delle credenze religiose nel corso dei secoli.

Qubbet el Hawa nella storia della ricerca archeologica

La necropoli di Qubbet el‑Hawa è stata oggetto di scavi sin dal XIX secolo, ma è soprattutto nel XX e XXI secolo che le missioni archeologiche — in particolare quelle dell’Università di Jaén e del SCA — hanno portato alla luce tombe monumentali, complessi funerari articolati e ricche decorazioni.

Immagini della scoperta.
Fonte: english.ahram.org

La scoperta delle nuove tombe dell’Antico Regno si inserisce in questa lunga tradizione di ricerca, ma aggiunge un tassello fondamentale: la conferma che l’area conserva ancora sepolture intatte o poco disturbate, capaci di fornire dati inediti sulla società provinciale dell’Antico Regno.

Le fonti internazionali sottolineano inoltre che Qubbet el‑Hawa, grazie alla sua estensione e alla sua lunga durata d’uso, rappresenta un laboratorio privilegiato per studiare la trasformazione delle élite locali e il loro rapporto con il potere centrale.

Implicazioni per lo studio dell’Antico Regno

La scoperta delle nuove tombe ha implicazioni rilevanti per la comprensione dell’Antico Regno, un periodo spesso associato ai grandi complessi piramidali del Basso Egitto. Le necropoli provinciali come Qubbet el‑Hawa permettono invece di osservare la formazione di élite locali, la gestione delle risorse regionali e la diffusione dei modelli funerari elaborati alla corte reale.

Immagini della scoperta.
Fonte: english.ahram.org

Le tombe rupestri, con i loro pozzi e le loro camere interne, riflettono un adattamento alle condizioni geologiche locali, ma anche una volontà di monumentalizzazione che richiama i modelli menfiti. Il riuso successivo delle tombe testimonia inoltre la continuità del prestigio del sito e la persistenza di tradizioni funerarie radicate.

Prospettive future

Il Ministero del Turismo e delle Antichità ha annunciato che la missione proseguirà gli scavi nelle prossime stagioni. L’obiettivo è di individuare ulteriori tombe e di documentare in modo più dettagliato quelle già scoperte. Le analisi antropologiche, epigrafiche e materiali che seguiranno permetteranno di ricostruire l’identità degli individui sepolti. Ricostruiranno, inoltre, il loro status sociale e le loro connessioni con la corte reale.

L’uso di tecnologie avanzate — rilievi 3D, fotogrammetria, analisi geologiche — consentirà di mappare con precisione la necropoli e di comprendere meglio la sua evoluzione nel tempo.

Conclusioni

La scoperta delle tombe rupestri dell’Antico Regno a Qubbet el‑Hawa rappresenta un passo avanti fondamentale nello studio delle élite provinciali dell’Egitto faraonico. Il lavoro della missione egiziana del Supreme Council of Antiquities conferma il ruolo centrale delle équipe nazionali nella ricerca archeologica contemporanea e arricchisce la nostra comprensione di un sito che, per oltre mille anni, ha custodito la memoria dei governatori di Elefantina e dei protagonisti della storia dell’Alto Egitto.

Come nel caso di Mit Rahina, anche qui la storia continua a emergere dalla roccia e dalla sabbia, ricordandoci quanto sia ancora vasto il patrimonio nascosto dell’Egitto antico.

Fonte

Claudio Lombardelli

Pubblicità

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *