Al Ramesseum nuove scoperte ne svelano l’importante ruolo

Il 4 aprile il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha annunciato una serie di scoperte a Luxor, e precisamente al Ramesseum. Tombe, magazzini, edifici amministravi e una scuola rivelano l’importante ruolo che questo tempio ha avuto nella vita quotidiana e nella cultura intellettuale dell’antica Tebe.

Nuove scoperte al Ramesseum rivelano la sua notevole importanza

Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha annunciato il 4 aprile una serie di sorprendenti scoperte da parte di una missione archeologica congiunta egiziano-francese, che lavora al Ramesseum dal 1991.

Il sito, originariamente costruito durante il regno di Ramses II (c. 1279-1213 a.C.), ha rivelato una lunga e complicata storia di riutilizzo. Studi scientifici indicano che l’area è stata occupata prima della costruzione del tempio, riutilizzata successivamente come necropoli per i sacerdoti ed infine il sito è stato occupato durante il periodo tolemaico e romano.

Il dottor Hisham El-Leithy, che guida la componente egiziana della missione, ha detto che questo sito “racconta storie da più di un secolo”.

I primi lavori al Ramesseum

La zona è stata recentemente interessata anche da restauri sull’asse meridionale del tempio, dalla sala ipostila al santuario.

I conservatori hanno riassemblato i frammenti sparsi di una statua della regina Tuya, madre di Ramses II, e li hanno collocati nella loro posizione originale, vicino a una colossale figura seduta del re.

Dall’altra parte del cortile gli archeologi francesi, guidati dal Dr. Christian Leblanc, hanno ricostruito il palazzo reale. Anche se rimangono solo basi di colonne e muri di mattoni di fango, la squadra ha tracciato una sala di ricevimenti e una sala del trono, spazi dove si crede che il Faraone possa aver incontrato i sudditi durante le sue visite al tempio.

In un’altra sezione, gli scavi delle vie processionali hanno portato alla luce tracce di un lungo viale costeggiato da statue di Anubi, il dio sciacallo dell’imbalsamazione.

Le scoperte dell’ultima missione

Durante l’ultima missione, gli archeologi si sono concentrati sullo scavo dell’area intorno alle rovine del tempio principale.

I loro ritrovamenti hanno rivelato di più sulle funzioni religiose, amministrative e sociali del Tempo dei Milioni di Anni di Ramses II.

Il team, che riunisce esperti del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, del Centro nazionale di ricerca scientifica francese (CNRS) e dell’Università della Sorbona di Parigi, ha portato alla luce tombe del Terzo periodo intermedio, magazzini, laboratori, cucine e resti di un tempio.

Un ritrovamento eccezionale, come descritto dagli stessi archeologi della squadra, è stata la scoperta dei resti della Casa della Vita (pr-nh), una scuola legata ad un tempio.

Raramente trovata in situ, questo edificio includeva testi scolastici, disegni e quelli che sembrano essere antichi strumenti di apprendimento.

Ciò rappresenta la prima prova definitiva di educazione formale all’interno delle mura del tempio.

Il dottor Mohamed Ismail, Segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane ha dichiarato che questa scoperta non conferma solo la presenza di un istituto educativo.

Apre infatti anche nuove prospettive sul ruolo che questo tempio ha svolto nella vita quotidiana e nella cultura intellettuale dell’antica Tebe.

Nelle vicinanze, sul lato orientale del tempio, gli archeologi hanno localizzato alcuni edifici amministrativi e altri scavi nel settore settentrionale hanno individuato vasti magazzini usati per conservare olio d’oliva, miele e grassi animali, oltre ad anfore di vino corredate da etichette.

Altrove hanno portato alla luce tracce di laboratori di tessitura, laboratori di scalpellini, cucine e panetterie.

A nord-est, infine, gli archeologi hanno portato alla luce numerose tombe risalenti al Terzo Periodo Intermedio, la maggior parte delle quali aveva un pozzo ed una camera funeraria.

Al loro interno, vasi canopi, attrezzi funerari e più di 400 ushabti in terracotta (servi in miniatura che si crede accompagnassero i defunti nell’aldilà).

Il ruolo del Ramesseum

Le scoperte evidenziano, quindi, che il Ramesseum non era semplicemente uno spazio rituale, ma un vero e proprio centro economico e burocratico.

Questa era un’istituzione autonoma con una piena gerarchia amministrativa”, ha osservato il dottor Mohamed Ismail, “gestire risorse e distribuire prodotti che arrivavano ben oltre il distretto del tempio, compresi gli artigiani di Deir el-Medina, che vivevano e lavoravano sotto la supervisione reale”.

Il Segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane ha concluso che il Ramesseum “non è mai stato solo un monumento. Era un regno in miniatura”.

Fonte

Elena Cappannella

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