Chi erano Yunmin e Iti? La nuova scoperta di Saqqara ci porta nel cuore della V dinastia

La missione ispano‑egiziana ha riportato alla luce una mastaba finora solo abbozzata nelle note di Mariette, restituendole finalmente una documentazione scientifica completa. Le cappelle di Yunmin e del padre Iti, decorate con rilievi policromi straordinariamente conservati, offrono nuove informazioni sulla struttura burocratica della tarda V dinastia. La scoperta si inserisce nel quadro delle recenti ricerche che stanno ridefinendo il ruolo di Saqqara come archivio privilegiato dell’élite memfita. Con questa tomba, l’amministrazione del regno di Djedkare Isesi acquista nuovi protagonisti e nuove sfumature.

Immagini della scoperta.

Introduzione

Una missione ispano‑egiziana ha riportato alla luce una mastaba della fine della V dinastia nell’area settentrionale della necropoli di Saqqara, all’interno della cosiddetta Mariette Cemetery, una zona indagata per la prima volta nel XIX secolo ma mai documentata con criteri scientifici moderni.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

La scoperta, annunciata dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione dell’amministrazione statale durante il regno di Djedkare Isesi (circa 2414–2375 a.C.), uno dei sovrani più influenti della tarda V dinastia.

I protagonisti della mastaba: Yunmin e Iti

La struttura funeraria è composta da due cappelle orientate a est, appartenenti a:

  • Yunmin, alto funzionario con titoli di giudice, direttore della corte e capo degli scribi incaricati delle petizioni e dei reclami. Le sue responsabilità indicano un ruolo centrale nella gestione della giustizia e nel controllo dei flussi amministrativi, un settore particolarmente sviluppato sotto Djedkare Isesi, noto per aver riformato l’apparato burocratico.
  • Iti, padre di Yunmin, scriba specializzato nella gestione delle terre agricole e delle offerte rituali. Le sue funzioni si inseriscono nel complesso sistema di redistribuzione economica che caratterizzava la V dinastia, quando i templi solari e le fondazioni religiose richiedevano un’amministrazione capillare delle risorse.
Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

Questa doppia sepoltura familiare conferma la tendenza, già osservata in altre mastabe coeve (come quelle di Ptahshepses e Seshseshet Idut), a concentrare in un’unica struttura le memorie di più generazioni di funzionari.

Arte e testi: colori intatti e scene di vita quotidiana

Le decorazioni della cappella di Yunmin sono il punto più sorprendente della scoperta:

  • Facciata architettonica decorata con testi funerari e formula d’offerta.
  • Rilievi policromi raffiguranti processioni di offerte, attività agricole, trasporto di beni e scene di vita quotidiana.
  • Una raffigurazione formale del defunto, tipica dell’iconografia della tarda V dinastia, con tratti eleganti e colori ancora vividi.
Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

La cappella di Iti, sebbene più danneggiata, conserva:

  • Una porta falsa in calcare.
  • Tracce di scene di offerta e decorazioni cromatiche.
Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

La qualità dei rilievi è coerente con altri complessi funerari del periodo, come quelli scoperti recentemente nella zona del Complesso di Djedkare e nella Tomba di Khnumhotep a Saqqara, dove la policromia ha mostrato una sorprendente resistenza nel tempo.

Perché la Mariette Cemetery è così importante

La mastaba era già nota agli archeologi del XIX secolo: Auguste Mariette, fondatore del Servizio delle Antichità egiziane, aveva identificato la struttura ma non l’aveva mai scavata sistematicamente. La missione attuale — un progetto congiunto tra l’Università Autonoma di Barcellona e il Supreme Council of Antiquities — ha condotto la prima documentazione scientifica completa, includendo:

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)
  • rilievo architettonico digitale;
  • catalogazione dei frammenti decorati;
  • analisi stratigrafica;
  • interventi di conservazione e restauro.
Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (Pagina FB)

Questa operazione permette finalmente di collocare la mastaba nel quadro più ampio della necropoli di Saqqara, dove negli ultimi anni sono emerse scoperte cruciali: dalle tombe del Nuovo Regno nel Bubasteion, alle sepolture della VI dinastia presso il complesso di Teti, fino ai depositi di mummie animali e ai laboratori di imbalsamazione risalenti al Periodo Tardo.

Implicazioni storiche: amministrazione, giustizia e società nella V dinastia

La scoperta offre nuove informazioni su tre aspetti chiave:

  1. Struttura amministrativa

I titoli di Yunmin e Iti confermano l’esistenza di un sistema burocratico altamente specializzato, con scribi dedicati alla gestione delle petizioni, delle terre e delle offerte. Fonti parallele — come le iscrizioni della mastaba di Ti e i papiri di Abusir — mostrano che la V dinastia vide una forte espansione dei ruoli amministrativi.

  • Architettura funeraria

La mastaba presenta caratteristiche tipiche del periodo: cappelle gemelle, decorazioni policrome, porte false e rilievi narrativi. La conservazione dei colori è particolarmente rilevante, poiché permette di studiare le tecniche pittoriche dell’epoca.

  • Continuità familiare

La presenza di padre e figlio nella stessa struttura suggerisce una trasmissione ereditaria dei ruoli amministrativi, fenomeno già documentato ma ancora poco compreso.

Conclusione

La mastaba di Yunmin e Iti non è solo una nuova tomba: è un archivio di pietra che racconta la vita di due funzionari, la loro famiglia, la loro carriera e il loro mondo. Insieme alle recenti scoperte nell’area di Saqqara, contribuisce a ridefinire la nostra comprensione della società memfita nel III millennio a.C., mostrando un Egitto amministrato con rigore, ricco di arte e profondamente legato ai suoi rituali.

Fonte

Claudio Lombardelli

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