Il nucleo profondo di Jabal al‑Tayr: scoperte tombe arcaiche uniche

Una missione archeologica egiziana ha riportato alla luce due tombe dell’Età Arcaica nel sito di Jabal al‑Tayr, rivelando tecniche costruttive inaspettate, sepolture di epoche diverse e nuovi indizi sull’evoluzione dell’architettura funeraria dell’antico Egitto.

Immagini della scoperta

Il cuore antico di Jabal al Tayr

Nel governatorato di Minya, a circa 25 km a nord‑est della città, il sito di Jabal al‑Tayr è tornato al centro dell’attenzione grazie a una scoperta che getta nuova luce sulle origini dell’architettura funeraria egiziana. La missione del Ministero delle Antichità ha individuato due tombe risalenti al Periodo Dinastico Arcaico (3100–2686 a.C.), un ritrovamento raro in un’area nota soprattutto per testimonianze del Nuovo Regno e dell’epoca tardo‑faraonica.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (pagina FB)

Le tombe emergono da una zona rocciosa che domina la valle, un punto strategico che nei secoli ha ospitato necropoli di epoche diverse. La loro posizione e la loro struttura suggeriscono che l’area fosse un centro funerario di lunga durata, utilizzato e rielaborato nel corso dei millenni.

Una struttura senza precedenti: l’ingegneria prima delle piramidi

La prima tomba ha attirato l’attenzione degli archeologi per la sua architettura unica: le pareti si assottigliano progressivamente dalla base verso l’alto, un espediente tecnico che potrebbe rappresentare una fase sperimentale dell’ingegneria che, secoli dopo, avrebbe portato alla costruzione della Piramide a Gradoni e poi delle piramidi “vere e proprie”.

A rendere il ritrovamento ancora più significativo è la presenza di due camere interne: una camera principale rettangolare e una piccola nicchia laterale, probabilmente destinata al corredo funerario. L’ingresso, orientato a est, presenta un taglio netto nella roccia calcarea, con tracce di stuccatura che indicano la presenza originaria di un sistema di chiusura in legno o pietra.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (pagina FB)

Gli archeologi hanno inoltre individuato canalette di drenaggio scavate nel pavimento, un dettaglio sorprendente per un’epoca così antica e che suggerisce una consapevolezza precoce dei problemi di infiltrazione nelle tombe rupestri. Le superfici interne mostrano segni di levigatura intenzionale, mentre alcune porzioni conservano linee guida incise per il posizionamento dei blocchi di rivestimento, oggi perduti.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (pagina FB)

La seconda tomba, situata poco più a sud, presenta un impianto quasi identico ma in condizioni migliori, poiché non fu oggetto di spoliazioni. Qui è stato possibile documentare un pozzo verticale che collega la camera principale alla superficie, forse utilizzato per calare il corpo del defunto o per pratiche rituali legate alla ventilazione e alla “rinascita” simbolica.

Sepolture di epoche diverse: un paesaggio funerario stratificato

Accanto alle due tombe arcaiche, la missione ha individuato sepolture predinastiche e di epoca tarda, confermando che Jabal al‑Tayr fu un punto di riferimento funerario per oltre due millenni.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (pagina FB)

Questa sovrapposizione di epoche permette di ricostruire un quadro complesso dell’evoluzione dei rituali funerari nella regione: dalle prime sepolture semplici, alle tombe scavate nella roccia, fino alle pratiche più articolate dell’epoca tarda. L’area, già nota per la presenza del vicino Monastero della Vergine Maria e per il percorso della Sacra Famiglia, si conferma così un crocevia culturale e religioso di lunga durata.

Un tassello chiave per la storia dell’architettura funeraria

Secondo il Ministero delle Antichità, la scoperta potrebbe contribuire a comprendere meglio l’evoluzione delle tecniche costruttive tra l’Età Arcaica e l’Antico Regno. Le tombe di Jabal al‑Tayr mostrano infatti soluzioni ingegneristiche che anticipano concetti poi sviluppati nelle grandi necropoli memfite.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (pagina FB)

La presenza di tombe simili, ma con varianti strutturali, suggerisce un periodo di sperimentazione architettonica in cui gli artigiani egiziani stavano definendo i modelli che avrebbero reso celebri le prime dinastie.

Minya, un laboratorio archeologico in continua espansione

La scoperta si inserisce in un contesto più ampio: negli ultimi anni Minya è diventata uno dei governatorati più attivi dal punto di vista archeologico, con ritrovamenti che spaziano dal periodo faraonico al romano. Le autorità hanno investito in progetti di valorizzazione, tra cui il percorso della Sacra Famiglia e la riqualificazione dei siti di Tuna al Gebel, Ashmunein e Jabal al Tayr.

Immagini della scoperta.
Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities (pagina FB)

Questa nuova scoperta conferma il potenziale dell’area e apre la strada a ulteriori indagini che potrebbero rivelare nuove fasi dell’occupazione antica

Un patrimonio da proteggere e studiare

Le tombe di Jabal al‑Tayr non sono solo un ritrovamento spettacolare: rappresentano un capitolo fondamentale della storia dell’architettura egiziana. Ogni blocco inciso, ogni traccia di lavorazione, ogni sepoltura sovrapposta racconta un frammento di un passato che continua a emergere, strato dopo strato.

La missione proseguirà gli scavi nelle prossime stagioni, con l’obiettivo di completare la mappatura dell’area e comprendere il ruolo preciso di questo antico complesso funerario.

Fonte

Claudio Lombardelli

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