Dalle acque della baia di Abu Qir riemerge Canopo, l’antica città egizia sommersa: statue, edifici e infrastrutture raccontano la grandezza di un crocevia culturale, riportato alla luce da un’équipe internazionale grazie a tecnologie subacquee d’avanguardia. Un patrimonio minacciato oggi dal cambiamento climatico.

Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità
Introduzione
Nel cuore del Mediterraneo orientale, al largo della costa di Alessandria d’Egitto, un’équipe internazionale di archeologi ha riportato alla luce una serie di reperti straordinari appartenenti all’antica città di Canopo, oggi sommersa nella baia di Abu Qir. La scoperta, frutto di anni di esplorazioni subacquee, getta nuova luce su un centro religioso e commerciale che prosperò tra l’epoca faraonica e quella romana, e che oggi giace sotto metri di sedimenti fluviali e acque salmastre.
Il sito sommerso: geografia e storia
La baia di Abu Qir ospita i resti di due città leggendarie: Thonis-Heracleion e Canopo, entrambe inghiottite dal mare tra il IV e il VIII secolo d.C. a causa di una combinazione di fattori geologici e climatici:
- Terremoti e tsunami che destabilizzarono il terreno costiero.
- Liquefazione del suolo, dovuta alla natura sabbiosa e alla pressione idrica.
- Innalzamento del livello del mare, che continua tutt’oggi a minacciare la costa alessandrina.
Canopo, in particolare, era celebre per il culto di Serapide, divinità sincretica greco-egizia, e per la sua funzione di snodo commerciale tra il Nilo e il Mediterraneo. Frequentata da pellegrini, mercanti e aristocratici romani, la città rappresentava un crocevia culturale e spirituale di primo piano.
I reperti emersi: testimonianze di un mondo sommerso
Le recenti campagne di scavo hanno portato alla luce una serie di reperti di eccezionale valore storico e artistico:
Statue monumentali:

Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità
- Sfinge in quarzo con cartiglio di Ramses II: priva di testa e piedi, ma con corpo intatto, testimonia la persistenza di simboli faraonici in epoca ellenistica.
- Statua tolemaica in granito: probabilmente raffigurante una divinità o un sovrano, con tratti stilistici ellenistici.
- Figura marmorea di nobile romano: esempio di sincretismo culturale, con abiti e postura tipici dell’aristocrazia imperiale.

Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità
Strutture urbane:
- Edifici in calcare: resti di templi, abitazioni e impianti per l’allevamento ittico, che delineano un tessuto urbano complesso e funzionale.
- Cisterne e bacini idrici: utilizzati per la raccolta e la gestione dell’acqua, segno di avanzata ingegneria idraulica.
- Molo portuale di 125 metri: con ancore in pietra e resti di gru bizantine, testimonia l’attività mercantile e la continuità d’uso del sito fino all’epoca tardoantica.
Tecniche di recupero: archeologia subacquea d’avanguardia
Le operazioni di recupero sono state condotte nel rispetto della Convenzione UNESCO del 2001 sul patrimonio sommerso, con l’impiego di tecnologie avanzate e protocolli conservativi rigorosi.
Metodologia:
- Rilievi subacquei con sonar multibeam, magnetometri e fotogrammetria 3D.
- Recupero selettivo tramite gru idrauliche e imbracature progettate per evitare danni meccanici.
- Documentazione digitale di ogni reperto prima dell’estrazione, per garantire la conservazione virtuale del sito.
- Analisi preliminari in situ per valutare la stabilità chimico-fisica dei materiali.
- Conservazione post-recupero in ambienti controllati, con trattamenti antisalini e consolidamento strutturale.
Non tutti i reperti sono stati riportati in superficie: molti restano sul fondale per preservare il contesto stratigrafico e garantire future indagini.
Implicazioni culturali e ambientali
La scoperta di Canopo non è solo un trionfo dell’archeologia subacquea, ma anche un monito per il presente. Secondo le stime delle Nazioni Unite, Alessandria affonda di oltre 3 mm l’anno e rischia di essere parzialmente sommersa entro il 2050. Le rovine di Canopo, oggi riemerse, potrebbero presto diventare lo specchio di un destino che incombe sulla città moderna.

Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità
Conclusione
Le statue e le strutture emerse dalla baia di Abu Qir ci parlano con forza di un mondo che, pur scomparso, continua a influenzare il nostro presente. Canopo, crocevia di civiltà e simbolo di resilienza culturale, riemerge oggi come testimonianza tangibile della grandezza e della fragilità delle civiltà antiche. Un patrimonio da studiare, proteggere e tramandare, prima che il mare lo reclami di nuovo.
Fonti
Claudio Lombardelli


